Fuga di dati clienti dal fornitore logistico ShipMonk: circa 80.700 acquirenti esposti, indirizzi di spedizione compresi
ShipMonk, il fornitore logistico che spedisce gli ordini Trezor, ha subito un'intrusione il 6 agosto 2026 attraverso una vulnerabilità della piattaforma di analytics di terze parti Metabase, e il 10 agosto ha comunicato a Trezor l'accesso non autorizzato ai sistemi che contenevano i dati d'ordine. Il 13 agosto Trezor ha reso pubblico l'incidente: 13.689 clienti coinvolti, di cui 11.742 con nome completo, email, telefono e indirizzo di spedizione esposti e 1.947 con esposizione parziale (nome, città, email), su ordini consegnati fra il 10 maggio e l'8 agosto 2026 in Stati Uniti, Regno Unito, Svezia, Colombia, Brasile, Italia e Portogallo. Il 2 settembre ShipMonk ha informato Trezor che il materiale sottratto conteneva anche i dati d'ordine di una collaborazione precedente fra novembre 2019 e agosto 2021, che secondo il contratto e la politica di conservazione avrebbero dovuto essere cancellati: il 4 settembre Trezor ha aggiornato la comunicazione aggiungendo circa 67.000 clienti statunitensi con esposizione completa (nome, email, telefono, indirizzo di spedizione, numero d'ordine), per un totale di circa 80.700 persone. Trezor dichiara che i propri sistemi, i dispositivi, le chiavi private e i backup del wallet non sono stati toccati, e afferma di aver ricevuto più volte da ShipMonk conferma scritta della cancellazione dei dati storici, cancellazione che non era avvenuta. Il rischio non è sui fondi in sé ma sulle persone: l'elenco associa nome, telefono e indirizzo di casa a chi possiede un portafoglio hardware, ed è la stessa materia prima che dopo la violazione Ledger del 2020 ha alimentato per anni phishing mirato, finte lettere e timori per la sicurezza fisica.
Cosa fare
I dati sono usciti e non si possono richiamare: quello che puoi controllare è cosa succede dopo. Aspettati email, SMS, telefonate e anche lettere cartacee che useranno il tuo nome vero e il tuo indirizzo vero per sembrare autentiche. Regola unica e non negoziabile: le 12 o 24 parole di recupero non si digitano mai da nessuna parte, né su un sito, né in un'app, né dettandole a chi dice di essere l'assistenza — Trezor non le chiede mai, per nessun motivo. Non collegare e non usare un dispositivo arrivato per posta senza che tu l'abbia ordinato, nemmeno se la lettera parla di sostituzione o di aggiornamento di sicurezza: è la truffa già vista dopo la fuga di dati Ledger. Aggiorna solo dal Trezor Suite ufficiale, mai da un link ricevuto. Se compare una richiesta di riscatto o una minaccia che cita il tuo indirizzo, non rispondere e conserva tutto: documenta, apri un ticket al supporto ufficiale Trezor e, se la minaccia è alla persona, sporgi denuncia. Se hai ordinato dall'Italia fra maggio e agosto 2026, o dagli Stati Uniti fra il 2019 e il 2021, considerati potenzialmente nell'elenco anche se non hai ricevuto l'email di avviso.
Fonte: trezor.io ↗
verificato il 4 settembre 2026
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