🌏 Asia-Pacifico
Crypto e tasse in Giappone
- Plusvalenze su crypto (privati)
- Reddito "miscellaneous", aliquota effettiva fino a ~55%
- Riforma in arrivo
- Verso flat 20% sugli asset "specificati" (in transizione)
- Regolatore
- FSA — Payment Services Act / FIEA
- Staking/DeFi/NFT
- Restano reddito "miscellaneous" progressivo
Regolamentazione crypto
Il Giappone supervisiona le crypto tramite la Financial Services Agency (FSA), storicamente sotto il Payment Services Act per gli exchange registrati. Una riforma del 2026 riclassifica circa 105 crypto-asset (tra cui BTC ed ETH) come prodotti finanziari sotto il Financial Instruments and Exchange Act: il disegno di legge è stato approvato dalla Camera bassa l'11 giugno 2026 ed è in attesa del passaggio finale.
Tassazione
Per i residenti i guadagni da crypto sono attualmente tassati come "miscellaneous income" con aliquote progressive che, sommando imposta nazionale e locale, possono arrivare a circa il 55%. La riforma fiscale 2026 punta a introdurre un'aliquota separata flat del 20% (con riporto perdite) sugli asset "specificati" negoziati su exchange registrati, ma per i privati l'applicazione piena è attesa più avanti (verso il 2027-2028); staking, DeFi e NFT restano per ora nel regime progressivo.
Info utili
Chi risiede in Giappone deve oggi mettere in conto un carico fiscale potenzialmente molto elevato sui guadagni crypto (fino a ~55%), motivo per cui conviene seguire da vicino l'iter della riforma verso il 20%. È essenziale operare su exchange registrati presso la FSA e tenere una contabilità precisa delle operazioni.